La fabbrica del Fernet è ancora lì a Milano

Da oltre cent'anni un gioiello industriale nel cuore della città


Stabilimento Branca Milano

Che sia un edificio particolare lo si intuisce immediatamente: grande quanto un intero isolato, fra due vialoni della circonvallazione milanese, con addosso tutta la patina del tempo.

L’edificio ha una sobria eleganza inizio Novecento, quella classica degli opifici lombardi, efficienti e anche belli da vedere. Guardando meglio si può notare su un lato una scritta: Fernet Branca. “Ecco che cos’era!” verrebbe da dire “La fabbrica del Fernet Branca!

E invece no! Quella è ancora la fabbrica del Fernet Branca! In via Resegone, 2, più milanese di così! L’intera fase produttiva (a parte la distillazione dell’alcool, per motivi di sicurezza) avviene ancora qui, come da cento anni a questa parte, anzi più di cento anni, essendo la sede di via Resegone inaugurata nel 1910.

Il Museo e la Collezione Branca

La famiglia Branca, che ancora oggi porta avanti l’azienda, ha voluto realizzare all’interno della fabbrica uno spazio visitabile in cui ha collocato i cimeli di questa secolare storia: si tratta della Collezione Branca, una ricca raccolta di cartelloni pubblicitari, macchinari, strumenti tecnici, alambicchi, bottiglie storiche, foto e documenti disparati, una ricchissima eredità a cui attingono studiosi di design pubblicitario, di marketing, di storia dell’industrializzazione.

Un punto fermo del “made in Italy”, ma senza strepiti e senza grancasse: non è un museo sempre aperto, ma viene reso accessibile su richiesta, per visite guidate a numero chiuso. Tutte le informazioni insieme ad una raccolta incredibile di immagini e suggestioni sono disponibili sul sito del Museo Branca.

Lo stabilimento

Progettato dall’Ing. Merlini e costruito fra il 1908 e il 1913 ai margini della città – in Derganino, località Boscaiola, si legge in un documento conservato dall’azienda -, nella campagna che allora confinava con Milano, oggi zona sud del quartiere Bovisa, l’imponente complesso di via Resegone è un tipico esempio della tradizione architettonica lombarda che fece scuola agli inizi del Novecento.

Il complesso si estende per oltre 23.000 mq fra l’attuale Viale Jenner e Viale Lancetti. Ospitava, come previsto dalla tradizione industriale dell’epoca, le attività produttive e quelle riservate ai servizi. Gli spazi destinati alla fabbrica vera e propria erano molto vasti. Vi si accedeva da un ampio cortile di ingresso ed erano occupati da macine, alambicchi e distillatori, pompe di travaso, macchine tappatrici e etichettatrici.

Seguivano le aree dedicate al laboratorio, già in uso ai primi del Novecento, per il controllo di qualità e per le analisi delle erbe e gli ampissimi spazi – più grandi di un campo da calcio – riservati alla maturazione e all’invecchiamento dei liquori nelle botti.

Il dopolavoro e gli artisti

Un’ampia porzione del complesso ospitava invece i servizi: una grande scuderia e rimessa con i cavalli utilizzati per il trasporto su carri delle botti e delle casse, la falegnameria per le attrezzature e la realizzazione delle botti affidati a bottai e esperti mastri d’ascia, i magazzini per gli approvvigionamenti di spezie ed erbe, la sartoria, la mensa, i locali per il dopolavoro (in uso in viale Lancetti dalla fine degli anni Quaranta e fino alla fine degli anni Settanta), dove hanno debuttato voci note della canzone italiana da Wilma De Angelis ad Adriano Celentano.

L’edificio ancora oggi è sede del sito produttivo italiano di Fratelli Branca Distillerie (un secondo è a Tortuguitas in Argentina), una delle poche aziende a mantenere un’unità produttiva nella città di Milano e unica rimasta nella zona che confina con la Bovisa e all’interno della cintura circonvallazione.

I prodotti simbolo della Branca

Fonti e Collegamenti


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